• Deborah Massimini

LA NUOVA NORMALITÀ VA A DUE RUOTE.

Tra gli esempi delle città europee, i piani del Comune di Milano e i progetti del migliore made in Italy: come l'emergenza sanitaria ha cambiato le nostre priorità e il nostro modo di rapportarci alla bicicletta.



L’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del COVID-19 ha messo le città di fronte a nuove esigenze e nuove problematiche. I mezzi pubblici, a causa degli spazi ridotti, sono probabili luoghi di contagio; sicuramente resterà a lungo un’onda di paranoia nel salire di nuovo sui mezzi. L’alternativa pensata dalle città è la bicicletta: oggetto di design, modo per tenersi in forma, limitare i contatti e diminuire l’inquinamento dell’aria.


Le opinioni degli esperti: perché la bici è una risorsa

Le maggiori città europee hanno capito già da tempo l’importanza di usare la bicicletta in tutti i mesi dell’anno, e ne hanno guadagnato in termini di viabilità, salute e inquinamento. Ne ha beneficiato addirittura il turismo; città come Amsterdam e Copenaghen hanno costruito la propria fama anche grazie al titolo di capitali più bike-friendly del mondo. In Italia, invece, questo processo è ancora lento; nonostante l’aumento del traffico a pedali, siamo ancora molto lontani dall’applicare tutti i vantaggi che la circolazione a due ruote può portare.



Le preoccupazioni degli italiani riguardano, oltre alla poca sicurezza sulle strade trafficate, anche la salute, in questo periodo così delicato. A chi pensa che andare in bicicletta aumenti il rischio di inalare il COVID-19, risponde il noto pneumologo tedesco Michael Barczok: «la possibilità che questo accada è zero». L’intervento è ripreso da Davide Cassani, CT della Nazionale azzurra di ciclismo, che in un intervento su Facebook si concentra sul fatto che la bici è la migliore autoprotezione”: «i polmoni di chi pedala sono più robusti, meglio ventilati e capaci di meglio sopportare anche un eventuale stress dalla malattia»; mai come in questo momento è importante mantenere il sistema immunitario al massimo della sua funzionalità. Lo conferma anche lo studio pubblicato il 5 ottobre 2020 sul giornale Mayo Clinic, intitolato “Maximal Exercise Capacity is Inversely Related to Hospitalization Secondary to Coronavirus Disease 2019”.

Anche da questo punto di vista il Nord Europa si conferma più avanti e in Danimarca, dove l'investimento sulle infrastrutture ha portato Copenhagen agli onori delle cronache di tutto il mondo, la prima raccomandazione governativa relativamente ai trasporti è chiarissima, legata alle due ruote: evitare del tutto i mezzi pubblici nelle brevi distanze e di conseguenza andare a piedi e in bicicletta, senza contemplare nemmeno l’auto. Il medico della Federazione Triathlon olandese spiega che «Se un agente patogeno (come il Coronavirus) riesce a superare la prima linea, si scontra con la seconda: quella dei globuli bianchi che circolano nel sangue. Se il tuo sistema immunitario funziona meno, è più probabile che gli intrusi entrino nel tuo corpo». Anche la sindaca della capitale olandese Femke Halsema, in un'intervista al quotidiano Het Parool, raccomanda di «non affollare i mezzi pubblici, già da tempo ridotti nella frequenza», spingendo invece l'uso della bicicletta, descrivendola come «opzione migliore e più salutare del trasporto pubblico urbano».


Situazione attuale

In tutto il mondo questo è il momento delle due ruote a pedali, e c’è chi prevede possano presto diventare un bene di prima necessità. Un vademecum dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle linee guida per la Fase 2, sottolinea che gli spostamenti da preferire sono quelli in bici e a piedi. La grande spinta al settore si deve anche agli incentivi annunciati dal governo Conte, con il dibattuto bonus mobilità. L’intenzione era quella di spingere i cittadini all’acquisto di biciclette o altri veicoli ecologici (monopattini, hoverboard, segway, ecc) con un bonus equivalente al 60% del costo del mezzo. Le modalità per usare questo bonus non sono troppo chiare: se inizialmente era il cittadino a pagare l’intera cifra, chiedendo poi il rimborso, ad oggi è il negoziante che, dopo la vendita, aspetta la restituzione dell’importo dallo Stato. Il procedimento non immediato ha portato molte persone a rinunciare all’impresa; a dare un altro incentivo alla circolazione a due ruote ci hanno allora pensato le città. Prima fra tutte Milano, sempre all’avanguardia per la mobilità alternativa. Il sindaco Sala ha infatti approvato l’aggiunta, entro il 2020, di altri 15 km di piste ciclabili, che arriveranno a 50. I lavori, iniziati lo scorso agosto, riguardano la Cerchia dei Navigli, che sarà percorribile in entrambi i sensi di marcia e senza le interruzioni che oggi si trovano sul tragitto. Il risultato sarà una cicle lane a scorrimento veloce che dovrebbe alleggerire il traffico della zona.

L’assessore ai lavori pubblici Marco Granelli ha espresso la sua soddisfazione per i lavori di ampliamento delle piste ciclabili, che collegheranno il centro città con i quartieri appartenenti ai Municipi 7 e 8.



Quando la bicicletta incontra la creatività

Non solo mezzo tenersi in forma o arrivare a lavoro evitando il traffico: la bicicletta è anche un oggetto di design, che unisce eleganza delle forme e funzionalità. Quale migliore esempio di funzionalità del bike sharing? La possibilità di noleggiare una bicicletta senza costi di acquisto o manutenzione, senza catene e lucchetti, in ogni parte della città, è stata ampiamente sfruttata dalla città di Milano, in cui secondo Clear Channel Italia, gestore del bike sharing a Milano e Verona, gli utilizzi sono circa 25 milioni. Il sistema più diffuso è quello di BikeMi, amministrato da Atm, che fa parte della piattaforma integrata di mobilità sviluppata per la città.

La “nuova” frontiera delle due ruote, che in realtà ha più anni di quelli che potremmo aspettarci, è l’e-bike. Le prime rudimentali biciclette elettriche circolavano in Giappone già alla metà degli anni ‘80, e hanno avuto un boom negli ultimi anni, tanto da attirare l’attenzione del mondo del design. Sono molti i marchi che si dedicano alla creazione di bici a pedalata assistita, tra cui il fiore all’occhiello del Made in Italy Scatto Italiano, che nasce dall’amore di tre designer per le realtà artigianali della penisola. I loro prodotti sono biciclette realizzate a mano, su misura, con materiali di grande qualità. Un altro progetto interessante è quello di Tokyo Bike, un brand di bici indipendente fondato nel 2002 in Giappone, i cui prodotti seguono lo stile urban e minimalista e sono famosi in tutto il mondo.



Se si parla di design per le due ruote, la parte più innovativa è quella delle idee dei designer. Un esempio molto famoso è Pibal, la bici-monopattino nata dallo sforzo congiunto della Peugeot, del Comune di Bordeaux e del designer Philippe Starck: progetto del 2013, è un ibrido tra i due mezzi che permette una risposta a tutti i tragitti possibili all’interno di una città. Le ruote gialle, oltre a distinguerla da tutte le altre biciclette, servono a risolvere il problema della visibilità delle biciclette nel traffico; un vero prodotto di design per la sintesi di funzionalità ed estetica.

Quando il fascino vintage incontra l’innovazione, il risultato non può che essere un oggetto di lusso, di «design in movimento». Parliamo del progetto del 2017 di Bruno Greppi e Luca Scoper, chiamato Cykno Electric Bike: una bicicletta elettrica realizzata interamente in Italia, con materiali pregiati. Ciò che colpisce è l’eleganza delle forme, la struttura al tempo stesso solida e leggera, la ricercatezza dei materiali. Una bicicletta che, come Milano, punta sul design, l’innovazione, la sostenibilità ambientale.



Ph credits: alcuni scorci di Milano reperibili su motorbox.com e initalia.virgilio.it. Una bici di Scatto Italiano reperibile su gessato.com. Un'immagine della Cykno reperibile su pro-bike.it

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